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31.08.2009
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28.08.2009
Firenze 16 novembre 2008, i ragazzi del “Laboratorio di fotografia a Colbordolo”, in visita al Museo Nazionale Alinari della Fotografia.
“Laboratorio di fotografia a Colbordolo” ha l’intento di diffondere anche nella pratica fotografica le argomentazioni teoriche affrontate nelle edizioni della rassegna di Fano “Centrale Fotografia”.
Il “laboratorio” è una naturale evoluzione del “Corso di Fotografia a Colbordolo” nato nel 2005 da un’idea di Marcello Sparaventi e dall’organizzazione di Sandro Tontardini; corso giunto giunto alla quinta edizione con la volontà ancora presente di descrivere attraverso il linguaggio della fotografia, l’intero territorio di Colbordolo.
Da sinistra: Elisabetta Duchi e Marcello Sparaventi a Barcellona nel 2009.
Elisabetta Duchi è l’Art Director di Omnia Comunicazione editore; nel 2007 ha realizzato graficamente il catalogo della mostra di Ando Gilardi Ando che nasce dall’arte, e il catalogo della mostra di Ferruccio Ferroni SCHEDE FOTOGRAFIE: dal 1949 al 1957 / dal 1984 ad oggi.
Collaboratrice e fotografa ufficiale di “Centrale Fotografia”, nel 2007 ha partecipato al “Laboratorio di Fotografia a Colbordolo” diretto da M. Sparaventi.
Socio fondatore dell’associazione culturale CENTRALE FOTOGRAFIA.
Nel 2005 si è laureato in Lettere Moderne all’Università di Bologna, con una tesi dedicata ai rapporti tra letteratura e fotografia. Nel 2006, per conto della Casa Editrice CLUEB di Bologna, ha curato e tradotto, insieme a Roberto Signorini, “L’immagine precaria. Sul dispositivo fotografico”, di Jean Marie Schaeffer. Da diversi anni si occupa dell’opera di Mario Giacomelli e insieme a Katiuscia Biondi, nipote dell’artista, ha lavorato al riordino dei documenti dell’archivio Giacomelli di Senigallia. Ha appena concluso il suo Dottorato di ricerca in Storia della Fotografia all’Università di Parma, con una tesi sui rapporti tra l’opera di Giacomelli e le teorie del foto-racconto di Luigi Crocenzi. Ha recentemente presentato queste sue ricerche ad alcuni convegni in Italia e in Inghilterra.
Ha presentato con M. Sparaventi nel 2007 presso la Biblioteca San Giovanni di Pesaro, il libro di Roberto Signorini “Alle origine del fotografico – Lettura di The Pencil of Nature (1844-46) di William enry Fox Talbot”, edito da Clueb editore nel 2007.
Socio fondatore dell’associazione culturale CENTRALE FOTOGRAFIA.
Musicista ed esperto multimediale; nel 2008 ha collaborato con M. Sparaventi alla presentazione a Fano presso la Sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio del libro di Ando Gilardi “Lo specchio della memoria – La fotografia spontanea dalla Shoah a You Tube” edito da Bruno Mondadori nel 2008.
13.08.2009
Agenzia di comunicazione ed editore, ha realizzato il logo e collabora alla realizzazione degli eventi della rassegna “Centrale Fotografia”.
La compagnia TEATRODELLEISOLE nasce nel 2008 dall’esperienza decennale dell’Associazione Culturale Vissidarte. Dall’inizio della sua attività, nel 1997, ha affiancato ad una ricca produzione teatrale un lavoro di studio e formazione, organizzando corsi di tecnica teatrale, di lettura ad alta voce e di recitazione.
Il percorso culturale della compagnia ha abbracciato le più svariate forme di espressione teatrale, dal teatro danza a quello contemporaneo, passando per i classici ed il teatro ragazzi. A quest’ultimo si è dedicata in modo costante negli ultimi anni con importanti produzioni.
Da qualche anno la compagnia affianca all’attività teatrale un lavoro di produzione e animazione video .

Da sinistra: Cesare Colombo e Marcello Sparaventi, Fano 2009.
Marcello Sparaventi è il presidente dell’associazione culturale CENTRALE FOTOGRAFIA ed è il curatore della rassegna annuale CENTRALE FOTOGRAFIA; egli fotografa attivamente dalla metà degl’anni novanta.
Nel 2007 ha organizzato a Fano con la collaborazione dei Musei Civici e della Biblioteca Federiciana le mostre di: Sandro Genovali, Ando Gilardi e Ferruccio Ferroni.
Tra gli eventi culturali di questa incerta estate 2009, va senz’altro segnalato il ciclo di tre incontri su La scuola fotografica marchigiana, intelligente rassegna d’esordio del gruppo CENTRALE FOTOGRAFIA, costituito per promuovere lo studio e la valorizzazione del patrimonio fotografico nel nostro territorio. Scaturita dalla passione di Marcello Sparaventi (fondatore del gruppo e già curatore di preziose iniziative espositive ed editoriali come quelle dedicate a Ferruccio Ferroni e Ando Gilardi), con la collaborazione del Teatrodelleisole, l’iniziativa si è svolta nelle sale gremite del Caffè Centrale, cuore del centro storico fanese. Scelta felice quella del Caffè Centrale, che per tre sere è divenuto punto di incontro di studiosi, giovani artisti, semplici curiosi e personaggi storici della fotografia marchigiana e nazionale. Del resto, faceva notare Claudio Cesarini, spettatore illustre dell’evento, è nell’atmosfera calda e informale dei Caffè che è proliferata una parte essenziale dell’arte e della cultura del Novecento.
Questa prima tappa di CENTRALE FOTOGRAFIA non poteva non avere per protagonisti Mario Giacomelli, Giuseppe Cavalli e Luigi Crocenzi, i tre padri fondatori di quella tradizione fotografica marchigiana a cui qualunque fotografo nostrano appartiene, e con la quale ci si deve necessariamente confrontare: incredibilmente diversi l’uno dall’altro e capaci di trovare proprio nella provincia gli stimoli e la forza per imporsi in ambito nazionale e internazionale, questi autori costituiscono una fonte inesauribile di stimoli creativi e riflessioni. Colpisce la maniera niente affatto scontata con cui, durante le tre serate, sono stati presentati questi nomi eccellenti della fotografia – troppo spesso al centro di iniziative estemporanee, stanche e sterili ripetizioni di cose già viste e dette -, grazie soprattutto a un’accurata selezione dei relatori. Tutti gli studiosi intervenuti, infatti, avevano in comune una caratteristica essenziale: una conoscenza critica della materia, forgiata dallo studio diretto dei documenti d’archivio, unico vero antidoto contro il pigro perpetuarsi di comodi e riduttivi clichés.
Così, in una brillante alternanza di interventi orali, proiezioni di immagini e letture di testi e documenti inediti da parte di attori professionisti (il tutto rigorosamente e opportunamente filmato), Simone Giacomelli ha tracciato un originale profilo biografico del padre, Katiuscia Biondi, nipote dell’artista e Direttrice dell’Archivio Giacomelli di Sassoferrato (proprio così, a Sassoferrato è custodita una parte essenziale dell’Archivio Giacomelli, sconosciuta anche agli specialisti del settore, a riprova della superficialità con cui in italia si studia uno dei più grandi fotografi del Novecento), ha generosamente mostrato le foto straordinarie dell’inedita serie Le mie Marche, mentre Simona Guerra ha fatto ascoltare la viva voce dell’artista, attraverso spezzoni dell’ultima intervista rilasciata prima di morire; Giuseppe Tranali (il primo in Italia a studiare per ben due anni l’Archivio Crocenzi) e Giocondo Rongoni hanno fatto finalmente luce su molti aspetti della vasta opera fotografica e culturale di Luigi Crocenzi, autore decisivo – quanto poco conosciuto – per la fotografia italiana del dopoguerra, mentre il sottoscritto, che per anni ha avuto la fortuna di poter accedere ai documenti dei Fondi Crocenzi e Giacomelli, ha ricostruito l’inedito e fondamentale rapporto di collaborazione tra i due autori; Daniele Cavalli, Direttore dell’Archivio Cavalli di Roma, ha fatto il punto sugli studi più recenti e aggiornati dell’opera del padre, mettendone in evidenza – al di là dei tradizionali e consunti schemi di lettura – la raffinata complessità di linguaggio, ulteriormente approfondita dall’acuta lettura di Cesare Colombo (tra i principali storici della fotografia in Italia), svolta a partire da una serie di illuminanti accostamenti tra le immagini di Cavalli e quelle di altri protagonisti della fotografia lirica italiana, da Ferruccio Ferroni a Luigi Ghirri; infine, Lidia Ferroni Barucca, moglie di Ferroni, ha offerto una vivace e diretta testimonianza del clima in cui fiorirono, nella Senigallia degli anni Cinquanta, i sodalizi tra Cavalli, Giacomelli, Crocenzi e gli altri esponenti dei gruppi Misa e La Gondola.
Qualcosa si muove, insomma, sotto il sole di questa estate 2009. E l’inesauribile Marcello, già in fermento, promette un’edizione 2010 ancor più ricca e ambiziosa. In bocca al lupo.
Marco Andreani