Tutti gli articoli di Marcello Sparaventi

Ando Gilardi

Marcello Sparaventi e Ando Gilardi 2006 W

Da sinistra: Marcello Sparaventi e Ando Gilardi, nel 2006.

ANDO GILARDI – L’arte che nasce dall’arte, che nasce dall’arte, che nasce dall’arte

Arte che nasce dall'arte...visitatori

Saletta Nolfi (Antico Oratorio della chiesa di San Pietro in Valle) a Fano in Via Nolfi
dal 27/01/2007 al 7/02/2007

Mostra a cura di Marcello Sparaventi, allestimento di Sandro Rivelli.

Inaugurazione il 27 gennaio 2007 ore 17:30; presentazione di Pierpaolo Loffreda, docente di storia del cinema all’accademia di Urbino.

Enorme successo di pubblico: in chiusura si sono registrati più di ottocento visitatori, è la prima presenza digitale di Ando Gilardi in centro Italia; notevole considerazione data all’evento sulla stampa regionale; rilevata anche la visita di alcune classi scolastiche accompagnate dai docenti i quali sono entrati subito in contatto telematico diretto con Gilardi.

M. Sparaventi e P. Loffreda

Gilardi al telefono con Radio Fano

Intervista di Anna Rita Ioni per Radio Fano FM 101,100 – 100,900 – 102,750 – Marcello Sparaventi in studio e Ando Gilardi in collegamento telefonico

Testi estratti dal catalogo:

Una mostra nata come…

Penso davvero che questa sia una mostra perlomeno insolita e per alcune ragioni che voglio elencare: primo, per la tecnica di fabbricazione delle immagini; secondo per la loro origine; terzo per come è cominciata. Cominciamo da quest’ultima: un giorno è venuto a trovarmi nel paesucolo dell’ Alto Monferrato dove vivo, come si suol dire per commuovere, “i miei ultimi giorni” l’amico Marcello Sparaventi il quale crede davvero – e la cosa mi diverte – che sono un “grande” fotografo. Aveva con sé un portatile e mi chiese se gli lasciavo copiare qualche file delle mie “opere” e anche questo nome mi diverte. Gli ho aperto il mio archivio, tutto, che ne contiene migliaia, e lui ha passato tre giorni a fare copia e incolla, copia e incolla, copia e incolla. Alla fine credo che gli facesse male la testa: posso, mi ha detto, stamparne qualcuna? Puoi stampare quello che vuoi. Posso farne una SUA mostra a Fano? Puoi fare una TUA mostra. Ma le immagini sono SUE! Ma i file che hai incollato nel tuo portatile sono tuoi: io li avrò fatti ma tu li hai presi. Il dialogo amichevole e divertente è continuato per un pezzo ma Marcello non si è convinto e adesso ha voluto metterci il mio nome.

E cosí ancora una volta non sono riuscito a spiegarmi e a convincere che le fotografie, e i file delle fotografie, non si fanno ma si prendono. Pensate, ci sono milioni di fotografi artisti che non si rassegnano all’idea che quando eseguono, alcuni dicono catturano ed è più giusto, un’istantanea non la fanno ma la prendono con un attrezzo che la fa. Ripeto e non potete negarlo: la prendono con un attrezzo, un apparecchio, un portatile, che la fa. Ora tutti poi abbiamo la vanità, se facciamo una mostra, di firmarla con il nostro nome, di dire che siamo gli autori, ma questa per quanto simpatica e innocua è francamente paranoia. E resta il fatto che comunque, se proprio si crede necessario, che il nome, la firma dell’opera è dell’ultimo che l’ha presa. Ora dunque di questa mostra la firma giusta è Marcello Sparaventi (…)

Ando Gilardi

Segni e colori molto affascinanti

(…) La mostra vuole rappresentare il laboratorio digitale di Ando Gilardi, molto contaminato dalle correnti storiche del novecento e vuole segnalare la continuità intellettuale che esiste tra il fotografo Gilardi che inizia a fotografare nel 1945 con lastre di vetro sensibile, studioso-ricercatore, fondatore di riviste e della Fototeca storica, autore di numerosi libri, e il Gilardi di oggi artista totalmente impegnato, esperto di elaborazioni digitali dalla fine degli anni novanta. Sono state scelte per la mostra di Fano circa cento immagini che sono simbolicamente allestite in sette gruppi: gli autoritratti, l’arte che nasce dall’arte, le donne vere digitali, la favola, gli alberi, Cristo spirali, Sara e i Gatti.

Le fotografie di Gilardi sono sorprendenti, immagini elaborate e molto belle, che attraversano la storia dell’arte e la riconducono a nuovi orizzonti estetici e politici. Gilardi stravolge i capolavori dei maestri, viola i codici della prospettiva e della natura, fa di ogni donna una Gioconda coi baffi ed è coinvolgente per lo stupore ludico del colore improbabile espresso nelle opere.

Vedrete che gli argomenti che Gilardi ha studiato per tutta la sua vita, ora si sono materializzati in segni e colori molto affascinanti, che hanno la forza di evocare concetti, con la grande coerenza e causticità che sempre hanno caratterizzato la sua scrittura. Sono le nuove immagini digitali di un “grande vecchio” della fotografia italiana.

Marcello Sparaventi.

Il “Caffè Centrale”

Il caffè

Il “Caffè Centrale” in Corso Matteotti 104 a Fano.

La sede dell’assiociazione culturale CENTRALE FOTOGRAFIA è il Caffè Centrale di Fano.
Il Caffè Centrale è nato nel 1910, nella sede attuale nel centro storico di Fano.

Da sempre è un luogo sociale importante a Fano, per incontrarsi e consumare il caffè e i prodotti artigianali, curati dal pasticcere Matteo Cavazzoni.

Gli attuali gestori del “Centrale” sono i fratelli Fabio e Matteo Cavazzoni, e grazie alla loro collaborazione è nata nel loro locale la rassegna “Centrale Fotografia”, che ha l’intento di divulgare i linguaggi dell’arte contemporanea e della fotografia.

www.caffecentralefano.it

I Cavazzoni W

A sinistra Matteo Cavazzoni, a destra Fabio Cavazzoni, sono i gestori del Caffè Centrale e soci fondatori dell associazione culturale CENTRALE FOTOGRAFIA,    al centro della fotografia Agnese…

Elisabetta Duchi

Betta e Marci W 

Da sinistra: Elisabetta Duchi e Marcello Sparaventi a Barcellona nel 2009.

 

Elisabetta Duchi è l’Art Director di Omnia Comunicazione editore; nel 2007 ha realizzato graficamente il catalogo della mostra di Ando Gilardi Ando che nasce dall’arte, e il catalogo della mostra di Ferruccio Ferroni SCHEDE FOTOGRAFIE: dal 1949 al 1957 / dal 1984 ad oggi.

Marco Andreani

 
Nel 2005 si è laureato in Lettere Moderne all’Università di Bologna, con una tesi dedicata ai rapporti tra letteratura e fotografia. Nel 2006, per conto della Casa Editrice CLUEB di Bologna, ha curato e tradotto, insieme a Roberto Signorini, “L’immagine precaria. Sul dispositivo fotografico”, di Jean Marie Schaeffer. Da diversi anni si occupa dell’opera di Mario Giacomelli e insieme a Katiuscia Biondi, nipote dell’artista, ha lavorato al riordino dei documenti dell’archivio Giacomelli di Senigallia. Ha appena concluso il suo Dottorato di ricerca in Storia della Fotografia all’Università di Parma, con una tesi sui rapporti tra l’opera di Giacomelli e le teorie del foto-racconto di Luigi Crocenzi. Ha recentemente presentato queste sue ricerche ad alcuni convegni in Italia e in Inghilterra.

Ha presentato con M. Sparaventi nel 2007 presso la Biblioteca San Giovanni di Pesaro, il libro di Roberto Signorini “Alle origine del fotografico – Lettura di The Pencil of Nature (1844-46) di William enry Fox Talbot”, edito da Clueb editore nel 2007.